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05/04/2008  Affreschi per il Papa


C’era la folla delle grandi occasioni a Toro, la nostra bella comunità ha voluto partecipare compatta alla presentazione del libro di Mascia, che ricostruisce il quadro storico e culturale del nostro comune nel Settecento. Moltissimi anche gli studiosi molisani accorsi, richiamati dal prestigio dei relatori, per tutti il prof. Monciatti, storico dell'arte presso l'Università del Molise. Presenti, tra gli altri, il ministro dei frati minori di Molise e Puglia, padre Pietro Carfagna, il sindaco, Angelo Simonelli, l’arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini e il rettore dell’Università Giovanni Cannata. 

Lo sfondo del lavoro di Giovanni Mascia, intitolato “Affreschi per il Papa, arte, fede e storia nel convento di Toro” (edito da Palladino), ruota intorno ad una figura carismatica del tempo, quella di papa Benedetto XIII. Proprio in onore del papa, che fu arcivescovo di Benevento per 44 anni e abate di Santa Sofia e perciò padrone feudale di Toro, le famiglie agiate di Toro e del circondario (i Quicquaro, i Laurelli, i Caruso, i Petrucci, i Trotta, i Carusella e altre) commissionarono gli affreschi ad un anonimo artista che, ed è altro merito del libro, finalmente ha un nome e un cognome: Bartolomeo Mastropietro, originario di Cercemaggiore, e torese d'adozione. 

Il rettore Cannata non ha voluto mancare alla festa di Toro e di Mascia, compiacendosi della presenza di un pubblico così numeroso. "Questa iniziativa - ha affermato il rettore - è un tassello per costruire un percorso più generale e collettivo, che deve investire cioè i 136 comuni molisani, ognuno con le proprie peculiarità. Ricchezze da collegare e da valorizzare anche per fare un salto di qualità e superare la mentalità localistica, le divisioni esistenti in vista di un unico progetto culturale: il bene comune da tutelare. Ai giovani e alla scuola, ingredienti essenziali del recupero e della conservazione del patrimonio artistico". Molto caloroso l'apprezzamento del rettore per il libro, lodato per la sua eleganza, che è forma e sostanza ad un tempo, e congratulazioni per il Sindaco di Toro per l'ottimo biglietto da visita - il volume di Mascia, appunto - che il Comune può adesso esibire con piena coscienza. 
 

Il professore Monciatti si è intrattenuto da par suo sulle peculiarità artistiche degli affreschi del chiostro di Toro, così bene raccontati da Mascia, che lunetta per lunetta ha illustrato le scene, i santi raffigurati, il culto tributato loro a Toro, le figure dei committenti con le vicende delle rispettive famiglie. 

L'arcivescovo Giancarlo Bregantini, colpito dal calore della popolazione torese assiepata nella chiesa del Convento, si è detto convinto che i problemi che il paese sta vivendo - legati in particolare ai guasti causati dal terremoto del 2002 - saranno risolti e la vita sociale tornerà rigogliosa come un tempo. Mons. Bregantini ha usato una immagine molto bella, legata alla terra: a Toro non sono state recise le radici! Quelle dell'attaccamento alla fede, alla storia, alle tradizioni comuni. E se ci sono le radici, l'albero può anche ritrovarsi senza foglie, ma a primavera le foglie torneranno a spuntare.

In conclusione, nel lodare il volume di Mascia per la qualità dei contenuti storico-artistici, la ricerca rigorosa e l’estro creativo, tutti - non ultimo il prof. Mario Iannantuono, presidente della sezione Campobassana di Italia Nostra che ha promosso la stampa del volume -, hanno voluto sottolineare la necessità che le Istituzioni si adoperino per garantire il restauro che meritano quegli affreschi: un patrimonio che è memoria collettiva di Toro, del Molise e della storia dell’arte in genere. 




   
   
   
   

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