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<title>Comune di Toro</title>
<description>Notizie dalla Consulta dello Sport</description>
<language>it-it</language>
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<title><![CDATA[Affreschi per il Papa]]></title>
<link><![CDATA[http://www.consultadellosport.it/comune.asp?IDcomune=79&sz=1]]></link>
<pubDate>5/4/2008</pubDate><description><![CDATA[<p>C&rsquo;era la folla delle grandi occasioni a Toro, la nostra bella comunit&agrave; ha voluto partecipare compatta alla presentazione del libro di Mascia, che ricostruisce il quadro storico e culturale del nostro comune nel Settecento. Moltissimi anche gli studiosi molisani accorsi, richiamati dal prestigio dei relatori, per tutti il prof. Monciatti, storico dell&#39;arte presso l&#39;Universit&agrave; del Molise. Presenti, tra gli altri, il ministro dei frati minori di Molise e Puglia, padre Pietro Carfagna, il sindaco, Angelo Simonelli, l&rsquo;arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini e il rettore dell&rsquo;Universit&agrave; Giovanni Cannata.&nbsp;</p><p>Lo sfondo del lavoro di Giovanni Mascia, intitolato &ldquo;Affreschi per il Papa, arte, fede e storia nel convento di Toro&rdquo; (edito da Palladino), ruota intorno ad una figura carismatica del tempo, quella di papa Benedetto XIII. Proprio in onore del papa, che fu arcivescovo di Benevento per 44 anni e abate di Santa Sofia e perci&ograve; padrone feudale di Toro, le famiglie agiate di Toro e del circondario (i Quicquaro, i Laurelli, i Caruso, i Petrucci, i Trotta, i Carusella e altre) commissionarono gli affreschi ad un anonimo artista che, ed &egrave; altro merito del libro, finalmente ha un nome e un cognome: Bartolomeo Mastropietro, originario di Cercemaggiore, e torese d&#39;adozione.&nbsp;</p><p>Il rettore Cannata non ha voluto mancare alla festa di Toro e di Mascia, compiacendosi della presenza di un pubblico cos&igrave; numeroso. &quot;Questa iniziativa - ha affermato il rettore - &egrave; un tassello per costruire un percorso pi&ugrave; generale e collettivo, che deve investire cio&egrave; i 136 comuni molisani, ognuno con le proprie peculiarit&agrave;. Ricchezze da collegare e da valorizzare anche per fare un salto di qualit&agrave; e superare la mentalit&agrave; localistica, le divisioni esistenti in vista di un unico progetto culturale: il bene comune da tutelare. Ai giovani e alla scuola, ingredienti essenziali del recupero e della conservazione del patrimonio artistico&quot;. Molto caloroso l&#39;apprezzamento del rettore per il libro, lodato per la sua eleganza, che &egrave; forma e sostanza ad un tempo, e congratulazioni per il Sindaco di Toro per l&#39;ottimo biglietto da visita - il volume di Mascia, appunto - che il Comune pu&ograve; adesso esibire con piena coscienza.&nbsp;<br />&nbsp;</p><p>Il professore Monciatti si &egrave; intrattenuto da par suo sulle peculiarit&agrave; artistiche degli affreschi del chiostro di Toro, cos&igrave; bene raccontati da Mascia, che lunetta per lunetta ha illustrato le scene, i santi raffigurati, il culto tributato loro a Toro, le figure dei committenti con le vicende delle rispettive famiglie.&nbsp;</p><p>L&#39;arcivescovo Giancarlo Bregantini, colpito dal calore della popolazione torese assiepata nella chiesa del Convento, si &egrave; detto convinto che i problemi che il paese sta vivendo - legati in particolare ai guasti causati dal terremoto del 2002 - saranno risolti e la vita sociale torner&agrave; rigogliosa come un tempo. Mons. Bregantini ha usato una immagine molto bella, legata alla terra: a Toro non sono state recise le radici! Quelle dell&#39;attaccamento alla fede, alla storia, alle tradizioni comuni. E se ci sono le radici, l&#39;albero pu&ograve; anche ritrovarsi senza foglie, ma a primavera le foglie torneranno a spuntare.</p><p>In conclusione, nel lodare il volume di Mascia per la qualit&agrave; dei contenuti storico-artistici, la ricerca rigorosa e l&rsquo;estro creativo, tutti - non ultimo il prof. Mario Iannantuono, presidente della sezione Campobassana di Italia Nostra che ha promosso la stampa del volume -, hanno voluto sottolineare la necessit&agrave; che le Istituzioni si adoperino per garantire il restauro che meritano quegli affreschi: un patrimonio che &egrave; memoria collettiva di Toro, del Molise e della storia dell&rsquo;arte in genere.&nbsp;</p>]]></description>
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